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GIUSTIZIA RIPARATIVA: La mediazione “della sofferenza e del disordine”

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Introduzione

Un modo per “trattare” le relazioni conflittuali che quotidianamente sorgono nei vari ambiti della vita sociale è la “ mediazione”.

Non si tratta di una tecnica, ma di una modalità di conduzione delle relazioni.

Diversi sono i suoi ambiti di applicazione, come quello in campo civile, familiare, penale, e questo rischia di far diventare la mediazione un fenomeno alla moda, anziché, come invece si auspica, una cultura volta al sentire empatico dell’altro, all’accoglimento del disordine generato dal conflitto, rendendo, così, possibile il cambiamento. Continua a leggere

Criminologia e Criminalistica: due settori che non vanno confusi

criminologia2[1]L’uso del termine “criminologia“, molto spesso e nei più, richiama alla mente Sherlock Holmes, il famoso personaggio protagonista di romanzi e racconti creato alla fine del XIX secolo dallo scrittore, medico e poeta scozzese Sir Arthur Conan Doyle o a tute bianche, pennelli e luminol per la ricerca di tracce oltre che sangue, violenze, pistole fumanti e quant’altro.

Detta immagine della criminologia è data sia da fortunate serie televisive, sia dalla sempre più assidua presenza di criminologi nei talk show televisivi che disquisiscono , in qualità di “esperti”, con una certa superficialità su determinati ed attuali fatti criminosi privilegiando l’efficacia delle indagini o la presunta colpevolezza di determinati soggetti ingenerando pertanto una certa confusione tra la “criminalistica”(1)e la “criminologia” e altre scienze criminali.(2) Continua a leggere

L’OSPEDALE PSICHIATRICO GIUDIZIARIO

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Tratto dal libro “L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario – Nascita, evoluzione e chiusura di una struttura” di Caterina Catalfamo. (ISBN 9788898212347)

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Mente animo captis.
Damnatis legibus aeque.
Apta domus, magna haec.
Studiosa consulti arte”

Questa la grande scritta latina che domina sopra il secondo cancello interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona P.G., una delle seii strutture presenti in Italia nel quale, secondo il codice penale vigente, avviene l’internamento dei soggetti non imputabili affetti da infermità di mente, sottoposti a misura di sicurezza.

Una scritta grande, impossibile non vederla, posta lì quasi a voler comunicare a chiunque voglia o debba oltrepassare quel cancello che quello è il confine oltre il quale si va dalla normalità all’alienazione.
All’esterno di quel cancello, la normalità anche estetica. Continua a leggere