Mediazione Familiare

divorzio[1]Cosa è la Mediazione Familiare

La Mediazione Familiare è una procedura non contenziosa che s’ inscrive nell’ambito di quegli strumenti detti Alternative Dispute Resolution (ADR) che propongono una composizione delle controversie

-fuori dalle aule del tribunale;
– in modo riservato;
– senza alcuna formalità;
– in tempi brevi;
– a costi ridotti.

La mediazione familiare nella separazione e divorzio non è nè una consulenza legale, nè una consulenza coniugale, nè una terapia, dunque il mediatore non farà consulenze legali, nè assisterà in giudizio alcuno delle parti contendenti, non focalizzerà il proprio intervento di mediazione sulla cura psicologica delle persone, nè sulla cura del legame di coppia.

Una separazione o un divorzio rappresenta sempre, per i soggetti coinvolti, il fallimento di un progetto di vita, d’idee e di attese inizialmente condivise che porta con sé anche un’alterazione della comunicazione che inevitabilmente sfocia in incomprensioni e conflitti aperti, difficili da gestire.

Il percorso di mediazione eviterà che tutti i possibili stati d’animo negativi quali rabbia, paura, delusione, confusione, vendetta e rivalsa confluiscano sul piano giudiziario per delegare al giudice, illudendosi di ottenere giustizia, la capacità di decidere sulla propria vita e sui propri sentimenti a costi molto alti e tempi altrettanto lunghi.

Il mediatore, quale terzo neutrale e in assoluta riservatezza, aiuterà a raggiungere accordi soddisfacenti per entrambi gli ex coniugi che contemplano l’eventuale Affido Condiviso, il Bilancio Familiare, l’equa divisione di Beni e Debiti.

Privatamente, Velocemente, Economicamente e in un clima di non avversarietà le parti elaborano esse stesse le basi dell’accordo tenendo conto dei bisogni e delle disponibilità di ciascuno dei membri della famiglia ed in particolare dei figli, in uno spirito di corresponsabilità genitoriale che li vede comunque coinvolti per tutta la vita.

L’accordo così concluso sarà sottoscritto dalle parti e presentato al proprio avvocato affinché lo faccia omologare al giudice.